Libertà e istituzioni nella città volontaria.

Abbiamo conservato per te il libro Libertà e istituzioni nella città volontaria. dell'autore Stefano Moroni,Grazia Brunetta in formato elettronico. Puoi scaricarlo dal nostro sito web grandtoureventi.it in qualsiasi formato a te conveniente!

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Nelle nostre realtà urbane, le regole d'uso del suolo e le infrastrutture e i servizi territoriali sono stati tradizionalmente garantiti dall'amministrazione pubblica. In tempi recenti stanno invece guadagnando sempre più spazio forme volontarie e private di organizzazione della convivenza e di fornitura autonoma di servizi comuni, che si fondano sull'accettazione volontaria di un insieme condiviso di regole per la cura del proprio ambiente di vita. Come è noto, questo tipo di forme associative volontarie a base territoriale si sta sviluppando soprattutto negli Stati Uniti, dove circa quaranta milioni di statunitensi vivono in comunità di questo genere. Si tratta di piccoli quartieri o addirittura piccole cittadine residenziali, chiusi, all'interno dei quali l'organizzazione degli spazi, dei servizi, ecc. sono decisi dalla comunità che li abita, e non dall'amministrazione pubblica. Possono essere definiti "comunità contrattuali" II volume propone un'analisi e una discussione di queste forme volontarie di organizzazione, a partire dall'esperienza statunitense.

INFORMAZIONE

DATA
2008
DIMENSIONE
9,65 MB
AUTORE
Stefano Moroni,Grazia Brunetta
NOME DEL FILE
Libertà e istituzioni nella città volontaria..pdf
libertà in "Dizionario di filosofia"

"Può darsi che siamo diventati un popolo così distratto da non curarci più di come realmente vadano le cose e da contentarci della prima superficiale impressione che esse ci fanno. Se così fosse, ci sarebbe ben poco da sperare sia per le nostre città, sia per molti altri aspetti della nostra società: ma non credo che le cose stiano così " - Jacobs J. (1961) Le città, spazi ricchi di ...

Associazione Fiamme Verdi | Federazione italiana volontari ...

"Può darsi che siamo diventati un popolo così distratto da non curarci più di come realmente vadano le cose e da contentarci della prima superficiale impressione che esse ci fanno. Se così fosse, ci sarebbe ben poco da sperare sia per le nostre città, sia per molti altri aspetti della nostra società: ma non credo che le cose stiano così " - Jacobs J. (1961) Le città, spazi ricchi di ...

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